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 BENVENUTI IN QUALIARGOMENTI.COM Riduci

Benvenuti in qualiargomenti.com.
Ho deciso di gettare parte delle mie energie in questo mare agitato dell’informazione, garantita fortunatamente dalla nostra Costituzione, utilizzando uno strumento ormai divenuto popolare e per questo democraticamente fruibile. Non un giornale online – non almeno per ora – ma una sorta di Arca sulla quale imbarcare opinioni, commenti, notizie, sensazioni. Ma anche sogni, oppure semplicemente utilizzare questo veicolo di diffusione delle notizie per non arrendersi ai soprusi, alle ingiustizie: per combattere chi cerca di sopraffare, anche se si tratta di chi dovrebbe garantire i cittadini, tutelarli e proteggerli.
Allora quali argomenti trattare? E come?
Non vorrei mettere un limite: né geografico, (vivo a Lucca), né dettato dalla tipologia degli argomenti. Una cosa, però, vorrei che fosse sviluppata: la voglia di approfondire tematiche che a volte, proprio dagli organi di informazione, vengono marginalizzate oppure, perché non appetibili alle politiche di vendita, distrattamente relegate a porzioni mortificanti della pagina come in coda al Tg di turno. Naturalmente il prodotto editoriale ha degli obblighi e il profitto non è una variabile indipendente, però...
Vorrei inoltre riuscire a creare un clima di buona lettura che fugga dal turpiloquio a cui siamo abituati quotidianamente, alle banalità e ai modi precotti di rivolgersi ai lettori/ascoltatori e valorizzi, anche attraverso una scrittura semplice e rispettosa, una forma di comunicazione che faccia innanzitutto comprendere tutti senza artifici, anche linguistici. Questioni come il lavoro, la salute e l’ambiente, l’istruzione (si legga “il diritto a”), così come le problematiche inerenti il mondo giovanile, hanno bisogno di essere divulgate, dibattute.
Senza voli pindarici, senza voler strafare, cercherò – ma questo è un invito che rivolgo a chi seguirà qualiargomenti.com e a una piccola ma qualificata pattuglia di collaboratori/amici – di dare spazio e orizzonte a tutto ciò.
Sul sito potrebbero comparire anche notizie di cronaca e di politica, sia locale che nazionale: dico subito che questo fa parte dei miei interessi e dell’esperienza che ho maturato negli ultimi 16 anni di attività giornalistica. Dalla politica ho subìto il fascino sin da bambino e oggi mi rendo conto, purtroppo, che è più facile trarre da essa un senso di disgusto, amarezza. Ma questa è un’aberrazione di cui hanno responsabilità coloro i quali, anziché farne uso quale mezzo di applicazione del pubblico interesse, l’hanno interpretata come il mezzo per garantire il prestigio, diciamo pure il vantaggio personale. Alla parte sana dei cittadini, a coloro i quali ancora ci credono perché lo ritengono veicolo di democrazia, spetta difenderla strenuamente.
Spero così di riuscire a condividere questa cultura dell’informazione e dello scambio di opinioni con tanti di voi.
Buona lettura.
Maurizio Guccione

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Autore: Maurizio Guccione Creato: 19/07/2011 8.42
Il Blog di Maurizio Guccione

Da Maurizio Guccione il 27/09/2011 14.31

Che l’aria della politica italiana è fetida non riesce a tacerlo nemmeno il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei. Certo, il nome di Silvio Berlusconi non l’ha pronunciato, come prontamente hanno evidenziato alcuni palafrenieri del Premier: ci mancherebbe altro. Bagnasco, del resto, non rappresenta un “club” dei giovani azzurri né una corrente ex democristiana; è semplicemente abituato a misurare le parole utilizzandone di appropriate per esprimere concetti che – c’è da capirlo – non rientrano nel senso di servizio della politica cui si ispira il Presidente del Consiglio né il suo entourage. Tuttavia, la situazione deve essere di tale imbarazzo anche per la Chiesa da far emergere un quadro da indurre la diplomazia vaticana a una affermazione così pesante. Non vi è ricordo – non almeno così esplicito e inequivocabile – di una stilettata verso un uomo politico, ancor più se si tratta del capo del governo. Deve essere proprio tanto, insomma, l’imbarazzo da ... Leggi tutto »

Da Maurizio Guccione il 13/09/2011 13.29

Sulla tragedia del Dc 9 Itavia caduto a Ustica il 27 giugno 1980 con i suoi 81 morti, la recente sentenza dei giudici di Palermo che condannano i Ministeri della Difesa e dei Trasporti al risarcimento di 100milioni di euro i parenti delle vittime, dovrebbe – a cose normali e in ogni italiano che ricorda l’assurda tragedia – infondere un briciolo di speranza. La speranza – come ha sottolineato Daria Bonfietti, presidente dell’associazione parenti delle vittime - che si arrivi a pronunciare ufficialmente il nome di chi materialmente (ma direi politicamente), ordinò la battaglia aerea sui cieli di Ustica in tempo di pace e che sul punto Condor si rese responsabile dell’abbattimento del volo civile. Il nome dello Stato le cui forze aeree militari, insomma, decisero una sera d’estate di troncare la vita a 81 persone, distruggendo il loro futuro e quello dei parenti. Trentuno: sono gli anni che hanno atteso i familiari dei bambini, delle donne e degli uomini che si imbarcarono sul Jet civile il 27 giugno 1980 ... Leggi tutto »

Da Maurizio Guccione il 01/09/2011 21.03

Ecco le osservazioni di Riccarda Bernacchi, storica dell'arte, insegnante e...madre. Un cliché identico ogni anno e peggiorato non poco negli ultimi tempi.

"E’ il primo settembre e come ogni anno genitori e ragazzi si affrettano per scegliere lo zaino, il
diario, l’astuccio. Peccato che come succede da qualche anno a questa parte il calendario scolastico
ancora non sia noto e così si comprano subito le cose necessarie e non i libri di testo. Quelli forse
non sono necessari….. Il 13 settembre è Santa Croce a Lucca e su quello non si discute, eppure,
la data di inizio delle lezioni ancora non si conosce, non è tra le news degli istituti comprensivi e
neppure tra quelle del Provveditorato. Il 14 o il 15 del mese?
I genitori conoscono già i giorni in cui i figli avranno gli allenamenti di nuoto o il corso di disegno,
eppure, quella famosa campanella che dovrebbe chiamare i ragazzini s ...
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Da Maurizio Guccione il 22/08/2011 13.40

“Today sì ma tomorrow siamo chiusi”. E’ questa la risposta che ho sentito dare a una coppia di inglesi con prole, da un amico che gestisce un caratteristico locale in Lucchesia, dalla cui collina lo sguardo si perde e riesce a riconciliarsi solo quando iniziano ad arrivare le portate. Ne parlo perché quell’espressione rappresenta un po’ la cifra di noi italiani (non tutti, non tutti, altrimenti chi parla correttamente inglese si offende, magari più di quanto dovrebbe offendersi se qualcuno gli facesse notare le scarse nozioni della grammatica italiana), ovvero di uno “stile” che può sembrare forse avventato, poco calcolato ma che in fondo disegna con semplicità le caratteristiche degli italiani. Certo, dipende dal contesto, dal tipo di locale, dalla clientela. Ma il vantaggio del mio amico è proprio questo: infischiarsene di sapere se di fronte a lui si trova un magnate della finanza europea oppure un vigile del fuoco britannico. Lui è così, alla buona e ti prepara dell ... Leggi tutto »

Da Maurizio Guccione il 22/08/2011 12.56

Fa caldo, non importa da dove venga ma si parla di temperature africane e dunque c’è chi – come ho sentito in giro – ne approfitta per lanciare i propri strali, (per la serie ogni occasione è buona, ahimè) verso un po’ tutti i migranti. Allora vi propongo questa interessante lettura sempre a cura di Luciano Luciani che da Alessandro Magno al Buontalenti, ci fa conoscere…il dolce e il freddo sempre secondo la storia.
Buona lettura, dunque, sperando che questa sia utile a rinfrescare le calde giornate agostane.

“Mangia e bevi: il sole è ardente…
L’idea di accostare la sensazione del dolce a quella del freddo per esaltare il piacere dell’uno e dell’altro è antica quanto l’uomo. Se ne parla già nella Bibbia, quando Isacco offre ad Abramo latte di capra misto a neve per ritemprarsi dalla canicola: “Mangia e bevi: il sole è ardente e così puoi rinfrescarti”. Mangia e bevi: probabilmente si trattava di latte ghiacciato, qualcosa di ...
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Da Maurizio Guccione il 18/08/2011 20.19

Leggiamo dalla penna attenta del prof. Luciano Luciani un simpatico racconto.

“Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico.” Nel Vangelo di Marco (1,6) leggiamo della particolarissima dieta del Battista. Un’abitudine alimentare che conferma le immagini presenti in certi bassorilievi mesopotamici e in alcune pitture parietali egizie: ovvero, mense imbandite con schidionate di cavallette. E di tali insetti come cibo si legge anche nell’Antico Testamento, nel Levitico, il libro di carattere quasi esclusivamente legislativo. Nelle sue pagine, il Signore detta a Mosè e ad Aronne le regole relative al puro e all’impuro in materia di alimentazione e quindi agli animali più o meno edibili: “ Sarà per voi in abominio anche ogni insetto alato, che cammina su quattro piedi. Però fra tutti gli insetti alati che camminano su quattro piedi, potrete mangiare quelli che hanno due zampe sopra i piedi, per salta ...
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Da Maurizio Guccione il 17/08/2011 14.21

Grazie a un'informazione sempre più attenta a stabilire che cosa è meglio e cosa no - almeno inganniamo un po' il tempo -, ci stiamo abituando ad apprendere ciò che dovrebbe essere scontato perchè buona regola morale, etica, civica. Stupisce se all'interno di un'Università non vi è almeno qualche parente del rettore o del preside di facoltà, se il nepotismo, insomma, non si avverte: perchè siamo abituati da sempre a convivere dentro i pasticci, a vedere disattendere le regole e il non rispetto delle leggi, a essere sopraffatti senza possibilità di scampo. Dunque fa notizia che la compagna del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha deciso di lasciare la direzione dell'Asl di Siena proprio perchè - almeno così ci racconta La Repubblica edizione di Firenze - la relazione con Enrico Rossi poteva essere letta come inopportuna alla luce di entrambi i ruoli. Ottimo, in un Paese dove decisioni tali sono da ascrivere non solo alla prassi della questione ... Leggi tutto »

Da Maurizio Guccione il 12/08/2011 16.12

Ancora nel segno dei 150 anni dell'unità d'Italia, leggiamo una recensione curata dal prof. Luciano Luciani

"Il libro più interessante tra i molti editi in occasione del 150esimo anniversario dell’unità d’Italia l’hanno scritto Maria Bellucci, Francesca Civile e Brunella Danesi, tre insegnanti di scuola superiore per la casa editrice pisana ETS. Si intitola Qualcosa da ricordare 1861 – 1915 e costituisce una densa pubblicazione, costruita per brevi e documentati saggi, in cui si ricordano i contributi offerti alla formazione del nuovo Stato da scienziati, politici, uomini di cultura in gran parte dimenticati e, in relazione a queste figure, si illustrano aspetti significativi della società del tempo. Si racconta, per esempio, che i problemi affrontati dall’élite liberale postunitaria furono molteplici e di natura non facile; alterni i risultati: moderno avanzamento in alcune parti d’Italia, stagnazione in altre. Si racconta di un Ottocento liberale e riform ...
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Da Maurizio Guccione il 11/08/2011 21.23

E' un Paese senza speranza l'Italia. Senza la possibilità di migliorare anche solo partendo dai canoni minimi della buona educazione: dire buongiorno, evitare di superare a destra in autostrada, fare a meno di telefonare all'amico il quale ha un amico che conosce bene il primario chirurgo che può finalmente visitarti, pagando, naturalmente. Da questo punto di vista, l'Italia dunque non ha la speranza di migliorare: in generale, intendo, perchè poi questa terra è fatta di gente molto diversa e, quindi, ogni tanto è possibile incontrare qualcuno che dice buongiorno, sorpassa a sinistra e riesce a farsi visitare dal primario chirurgo prendendo regolarmente l'appuntamento. Tuttavia la situazione è sconfortante. Lo scadimento più che dei valori (a volte, questo, è semplicemente un contenitore astratto) è nei rapporti umani. Non so che cosa ci sta allontanando, quale forma di individualismo marcato ha fagocitato le coscienze, sta di fatto che prevale la corsa ad accaparr ... Leggi tutto »

Da Maurizio Guccione il 09/08/2011 21.33


02/08/2011 12.37
Oggi sono 31 anni che l'Italia attende la piena verità sull'attentato alla stazione di Bologna. Il 2 agosto 1980, una bomba provocò la morte di 85 persone ( Angela aveva solo 3 anni) e il ferimento di altre 200. Oggi come allora, chi ricorda è in credito di una risposta da parte dello Stato. Uno Stato che promette di aprire "gli armadi" dei segreti e poi non lo fa. Una città, invece - Bologna – ancora oggi a testa alta e mai china nemmeno di fronte alla sofferenza e all'umiliazione. C'è tanta gente che attende giustizia: per questo ho scelto di pubblicare i nomi delle 85 innocenti vittime di quel giorno. Provate a immaginare che lì, a quell'ora, avrebbe potuto esserci ognuno di noi. E poi, con altrettanta immaginazione, provate a vedere la luce di oggi: quella che bambini, uomini e donne che fanno parte di quella lista, ora non possono vedere. Bologna dunque, città funestata da vicende terribili che hanno scosso il Paese. Com ...
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